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Ministero della pubblica amministrazione

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MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
UFFICIO SCOLASTICO  REGIONALE  PER IL LAZIO
Istituto Comprensivo "Via delle Azzorre 314"
Scuola dell’Infanzia- Primaria- Secondaria di I° Grado
Via delle Azzorre, 314 - 00121  Roma  Lido
Sito: www.icviadelleazzorre.edu.it   e-mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
tel.: 06/5633.9756  C.F. 97202980583
 
 
Agli Alunni e alle Famiglie
 
Per cominciare, voglio regalarvi un racconto.

“Ai piedi della catena montuosa dell’Hibuz, viveva una famiglia con tre bambini. Madre e padre avevano scelto quella zona per costruire la loro casa poiché, quando erano molto giovani, una grave epidemia di febbre maligna, aveva decimato la popolazione della città dove vivevano.

Raccolte le cose essenziali e salutati i pochi parenti rimasti, erano partiti alla ricerca di un luogo sicuro ed isolato nel quale vivere tranquilli e protetti. Erano giunti così ai piedi di una catena montuosa e, tra un torrente e un bosco maestoso avevano costruito la propria dimora. Lì erano nati, a poca distanza l’uno dall’altro, i loro tre bambini.

Nelle lunghe sere d’estate, i genitori parlavano loro di quanto facevano ai tempi nei quali vivevano in città e questi racconti assunsero, in breve, nella mente dei piccoli l’alone magico delle fiabe.

La figlia maggiore, Joela, soprattutto, chiedeva spesso ai genitori: ”Perché siete fuggiti? Non sarebbe stato meglio rimanere in città e darsi da fare lì?”.

Padre e madre parlavano di sicurezza, di paura e adducevano ragioni sensate che però non riuscivano a convincere i ragazzi. Man mano che costoro crescevano, il luogo ai piedi della montagna si faceva sempre più angusto e così, un giorno, Joela, Jaco e Marim, salutati i genitori, intrapresero il viaggio di ritorno verso la città.

La trovarono vivace e produttiva; seguendo le indicazioni avute, sistemarono la casa di famiglia abbandonata da tanti anni. Presero a vivere lì, pensando ogni giorno a mamma e papà ai piedi dei monti. Provavano nostalgia e facevano progetti su quando sarebbero tornati a trovarli.

Nell’estate un incendio divampò nel bosco ai piedi della montagna e i genitori scamparono per miracolo all’evento. Raggiunsero i figli in città e finirono lì i loro giorni sereni. Questo racconto, cara nipote, esemplifica come le fughe non siano mai una soluzione. Fare ciò che si deve nel posto dove si è: è questo che dà senso alla vita”. (Da Lettera dalle Ande, 1965)

Nell’augurare un sereno inizio dell’anno scolastico, comunico la necessità di continuare a mettere in atto le misure di prevenzione e protezione anti covid. Invito l’Utenza a prendere in considerazione l’opportunità della vaccinazione ed auspico che tutti collaboriate al buon andamento delle attività. Se ciascuno farà quanto deve, tutti staremo meglio.

Buon lavoro a tutti.

                                                                                                                                                                                        Il DS, Milena Nari